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CASO N. 1

Paziente di sesso maschile di anni 19.
Ricoverato nell'agosto 1979 per sospetta Distrofia Muscolare Progressiva (D.M.P.) presso l'Istituto Giannina Gaslini di Genova, dopo gli esami clinici del caso gli specialisti emettevano diagnosi di D.M.P. tipo giovanile.Il paziente è giunto alla nostra osservazione nel maggio del 1987. Visitato dal prof. F. Loiacono, riscontrava quanto segue: «Confermo diagnosi D.M.P. tipo giovanile. Il paziente si regge in piedi per poco tempo (solo alcuni minuti), non sale le scale, non si alza dalla sedia autonomamente ».Dopo ciclo di 20 irradiazioni pranoterapiche sempre il prof. F. Loiacono constatava: « Il paziente cammina autonomamente per molto tempo, sale le scale senza aiuto, riesce ad alzarsi da terra senza appoggio» (Foto 1 - 2 - 3 ).
Attualmente il paziente pratica cicli di venti irradiazioni semestrali di pranoterapia, è migliorato ulteriormente e mantiene il tono muscolare acquisito.

CARTELLA CLINICA
28.8.1979
Istituto Giannina Gaslini 16148 Genova-Quarto
Paziente di anni 11 di sesso maschile
Diagnosi di entrata: Sospetta distrofia muscolare
Diagnosi accertata: D.M.P. tipo giovanile CPK LDH=U. L. /L 415
Istituto Giannina Gaslini Malattie Infettive III
Genova 3.9.79
Esame E.M.G.: n. 0190
Muscolo tibiale anteriore destro.
Potenziali di U.M. di ampiezza e soprattutto durata diminuite, morfologia irregolare. Netto aumento dei potenziali polifasici. Tracciato di tipo interferenziale di voltaggio medio-basso, a massimo sforzo.
Conclusioni: il tracciato evidenzia segni di sofferenza miogena di grado medio-lieve nel settore esaminato.
p. Il Primario dott.ssa E. VENESELLI


CASO N. 2

Paziente di anni 16 di sesso maschile.
Verso la metà dell'anno 1983 il paziente cominciava ad accusare forte debolezza muscolare, difficoltà a salire le scale ed alzarsi dalla sedia.Il medico curante consigliò di fare un esame elettromiografico, presso I'U.S.L. n. 5 di Fidenza, ove si riscontrava quanto segue: «Segni di sofferenza miogena a carico dei muscoli esaminati: deltoide dx e quadricipite dx. Si consiglia biopsia muscolare deltoide sx. ».
Ricoverato presso l'Università degli Studi di Parma, nella Clinica Neurologica della Facoltà di Medicina e Chirurgia, veniva eseguita biopsia muscolare e risultava sofferenza muscolare ad aspetto neurogeno.
Da allora fino al marzo del 1987, le condizioni del paziente peggioravano fino a non riuscire ad alzarsi autonomamente dalla sedia, né a salire le scale, netta impossibilità ad alzare le braccia. Dati riscontrati dal prof. F. Loiacono.
Dopo ciclo di 20 irradiazioni pranoterapiche, il paziente cominciò a migliorare nelle capacità funzionali; aumento del tono muscolare, fino a riuscire ad alzarsi da terra senza appoggio, salire le scale autonomamente, camminare per lungo tempo (Foto 1 - 2 - 3 ).

 

CARTELLA CLINICA
7.10.1983
Unità Sanitaria Locale n. 5
Fidenza Paziente anni 12 di sesso maschile L'esame evidenzia:assenza di attività spontanea a riposo nei mm. esaminati;tracciato di tipo interferenziale, in contrazione volontaria debole, con unità motorie di ampiezza (400-500 microvolts) e durata (4-5 msec) ridotte, nel muscolo deltoide dx;Tracciato di tipo interferenziale, per deboli contrazioni volontarie, con alcune unità motorie di ampiezza diminuita e tutte le U.M. di durata diminuita e aumento dei potenziali polifasici, nel m. quadricipite  dx.Conclusione: segni di sofferenza « miogena » a carico dei mm esaminati: deltoide dx e quadricipite dx. Si consiglia biopsia m. deltoide sinistro.

Dr. PIERO LISI


16.11.1983
Unità Sanitaria Locale n. 5
Fidenza Relazione clinica di paziente di anni 13 di sesso maschile.Dall'età di tre anni il paziente ha cominciato a presentare le prime difficoltà nella deambulazione con tendenza, a detta dei genitori, a « camminare in punta di piedi »; col passare degli anni lento ma progressivo peggioramento con difficoltà
dall'età di 10 anni a salire le scale. Visitato nei giorni scorsi da uno specialista neurologo è stato consigliato il ricovero presso la nostra divisione. L'obiettività neurologica all'ingresso evidenziava un cranio turricefalo, una marcata ipotrofia con deficit di forza c.r. dei mm. del cingolo scapolare, pelvico e mm. del tronco, netto aumento della lordosi lombare, andatura «anserina». Durante la degenza è stato sottoposto ai seguenti esami:
ECG: nei limiti;
Ecocardiogramma: pure con qualche limite tecnico, negativo; EEG: nei limiti;
Prove di funzionalità respiratoria: marcato deficit ventilatorio di tipo restrittivo;
Esami emato-urinari: da segnalare un aumento delle transaminasi (SGOT 52, SGPT 320) HBDH 351, LDH 608, CPK 950, CPKMB 55,
fosfatasi alcalina 402;
Rx cranio: craniostenosi con lieve turricefalia;
Rx rachide cervico-dorso-lombare: dismorfismo di D1 che tende ad una conformazione a farfalla. Atteggiamento rettilineo del rachide cervicale e dorsale. Iperlordosi lombare. Lieve scoliosi ad S italica del rachide dorso-lombare;
Rx bacino: valgismo dei colli femorali;
Biopsia quadricipite sin. (viene segnalato un prelievo di tessuto «molto compromesso») (vedi certificato successivo);
EMGramma: segni di sofferenza «miogena» (vedi certificato successivo) + da segnalare che i controlli emato-urinari eseguiti alla madre del paziente sono risultati nei limiti della norma.In conclusione i dati anamnestici, l'obiettività neurologica, i risultati dei controlli ematici, l'EMGramma indirizzano la
diagnosi per una «distrofia muscolare» (la biopsia muscolare purtroppo non ci aiuta per un miglior inquadramento nosografico, cosí come l'anamnesi familiare assolutamente negativa). A domicilio consigliamo di continuare con dei cicli di fisioterapia e di Carnitene.
dr. PIERO Lisi


22.12.1983 Università degli Studi di Parma
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Paziente di anni 13 Biopsia muscolare quadricipite sin. (Neurologia Soragna)
Istituto di Clinica Neurologica
(La risposta della microscopia elettronica subirà un ulteriore ritardo
per gravi inconvenienti tecnici: 2 microscopi elettronici danneggiati di cui uno verosimilmente sarà riparato nel prossimo mese).All'esame del prelievo bioptico, eseguito con tecniche istochimiche
(M.E.) a parte, risulta quanto segue:morfologia d'insieme dei fasci muscolari conservata, tra alcuni fasci presenza di connettivo fibroso. Diametro e forma delle fibre variabili. Complessivamente si alternano fibre di calibro normale per l'età a talune sparse fibre ipotrofiche. Nuclei in sede periferica. alle metodiche istoenzimologiche le fibre mostrano una buona tipizzazione con risalto di un conservato
pattern a scacchiera e con evidenza di talune fibre ipo-atrofiche. Agli enzimi ossidativi risaltano alcune alterazioni della trama intermiofibrillare. Intensa e ben distinta tipizzazione alla reazione perilipidi.
In conclusione: la biopsia mostra modesti aspetti di sofferenza muscolare verosimilmente ad aspetto neurogeno.

D.ssa A. MARBINI


9.1.1984 Università di Bologna
Istituto di Microscopia Elettronica Clinica Policlinico S. Orsola Direttore: prof. Renzo Laschi
Paziente: di anni 14 di sesso maschile Istituto: Clinica Neurologica - Università di Parma Biopsia: muscolo quadricipite sinistro.Referto: All'analisi ultrastrutturale, a carico di una discreta quota di miofibre si notano alterazioni del sarcoplasma miofibrillare: da foci di « streaming-smearing » delle linee Z, ad aree intermiofibrillari di « armatura», a perdite « moth-eaten » piú ampie e ramificate-confluenti, a zone subsarcolemmali assai piú estese. Isolate, sparse miofibre presentano aspetto indicativo di rigenerazione in atto. A livello subsarcolemmale, nelle aree di degenerazione della matrice
contrattile, si notano « clusters » di mitocondri iperplastici; altrove spiccano diffusi aspetti di degenerazione della popolazione mitocondriale. I mionuclei sono sovente caratterizzati da matrice di bassa densità elettronica, contenente un nucleolo ipertrofico.Conclusione: La biopsia presenta un complesso di alterazioni submicroscopiche relativamente aspecifico, non utilizzabile per un piú preciso inquadramento nosografico, anche in assenza di piú complete indicazioni cliniche.
dr. E. GOVONI
Il Direttore prof. Renzo Laschi

CASO N. 3


Paziente di 32 anni, giunta a noi nel giugno del 1978, con diagnosi di eredo atassia, con quadro clinico in gran parte sovrapponibile a quello di una atrofia-olivo-ponto-cerebellare.Prima di iniziare la terapia pranica è stata visitata dal dott. Ezio Ballarè, che scriveva cosí: «Nata al VII mese di gravidanza. Prima infanzia ed adolescenza regolari, menarca a 14 anni. A 15 anni cominciò a strisciare i piedi, da allora, diminuzione della forza muscolare progressiva, disartria, iporeflessia diffusa, segni di ipertono modesto arti inferiori. Diagnosticata eredo atassia alla Clinica Neurologica dell'Università di Modena (per atrofia olivo-ponto-cerebellare). Dimessa dall'Università senza prescrizione di alcuna terapia specifica. Al momento attuale non cammina e non mantiene la stazione eretta, se non con l'appoggio o l'aiuto d'altra persona» (Foto 1 e 2).
Dopo il ciclo di pranoterapia, la paziente cominciò a migliorare, fino a mantenere autonomamente la stazione eretta e deambulare senza appoggio (Foto 3-5 ).
Al controllo di aprile 1980, il prof. Franco Loiacono rilasciava il seguente referto: «Migliorata rispetto ai precedenti controlli. Riesce a stare in piedi e cammina. Saltuariamente però si piegano le caviglie, continuare pranoterapia ».La paziente viene trattata con cicli di 20 terapie ogni sei mesi. Da quando ha incominciato a camminare la paziente non è piú peggiorata. Attualmente cammina da oltre dieci anni.


CARTELLA CLINICA
1.3.1976
Clinica delle Malattie Nervose e Mentali dell'Università di Modena
Policlinico - Via del Pozzo 71 - Modena - tel. 360386 Paziente di sesso femminile di anni 19
FOGLIO DI DIMISSIONE
Sunto anamnestico
All'età di 15 anni, ha cominciato a strisciare i piedi. All'età di 17 anni ha cominciato a cadere per improvvisa perdita dell'equilibrio, la scrittura è diventata gradualmente sempre piú piccola e disordinata. Inoltre ha ridotto progressivamente la sua attività dimostrandosi sempre piú svogliata.
Sempre da allora è comparsa disartria.Esame neurologico all'ingresso (dati patol.)Atteggiamento fatuo anche senza chiari segni di deterioramento intellettivo;disartria di tipo extrapiramidale con tachifonia, inceppi e tendenza ad accelerare il discorso fino a renderlo incomprensibile;ipotonia diffusa ai 4 arti con tendenza ad un modesto ipertono plastico ai nervi del collo;paraplessia O.T. diffusa;Babinski a dx positivo.Rx cranio: velatura dei seni frontali.Rx torace: non lesioni pleuro-parenchimali a focolaio in atto. Elettroencefalografia: attività alfa subcontinua frammista a rallentamenti theta diffusi, afonali.
Pneumoencefalografia: non anomalie del sistema ventricolare. L'ansia non ha permesso di visualizzare in modo soddisfacente i solchi cerebellari e le cisterne pontine.Esame liquor: nella norma i dati monometrici biochimici e citologici dell'esame standard del liquor.Rx colonna: non alterazioni strutturali a carico del rachide. Test di Wechsler (WAIS): scala verbale A. I. = 105 scala performance A.I. = 98 scala totale A. I. = 102 .
Conclusioni diagnostiche:
Si tratta di una eredo-atassia. Il quadro clinico è in gran parte sovrapponibile a quello di una atrofia
olivo-ponto-cerebellare.Terapia consigliata:Nessuna terapia specifica.A controllo ambulatoriale fra 6 mesi presso la nostra Clinica.

21.6.1978
Diagnosi: Nata al VII mese di gravidanza. Prima infanzia ed adolescenza regolari, menarca a 14 anni. A 15 anni cominciò a strisciare i piedi,da allora, diminuzione della forza muscolare progressiva, disartria, iporeflessia diffusa, segni di ipertono modesto arti inferiori. Diagnosticata eredo-atassia alla Clinica Neurologica dell'Università di Modena (per atrofia olivo-ponto-cerebellare). Dimessa dall'Università senza prescrizione di alcuna terapia specifica. Al momento attuale non cammina se non con l'appoggio o aiuto d'altra persona.
dott. Ezio BALLARE'


17.4.80
Controllo: diagnosi eredo-atassia.
Migliorata rispetto ai precedenti controlli. Riesce a stare in piedi ed a camminare. Saltuariamente però si piegano le caviglie. Continuare applicazioni pranoterapiche.

prof. FRANCO LOIACONO


CASO N. 4

Donna di anni 42.
Diagnosi: eredo-atassia spino-cerebellare tipo Friedreich (piú componente Pierre Marie Tootl).
Diagnosi fatta presso la Divisione Neurologica dell'Ospedale Generale Provinciale di Saronno. Inizio terapia pranica nel settembre 1979.Al momento di iniziare la nostra terapia, la paziente non era in grado di reggersi in piedi, disartria accentuata, tale da rendere difficile la comprensione del linguaggio, non aveva prensione nelle mani, non era autonoma nel nutrirsi. La paziente riferiva che non si reggeva piú in piedi da un anno. Dopo il ciclo di 20 sedute praniche, la paziente è migliorata sensibilmente. Riesce a stare in piedi con appoggio, ha prensilità delle mani, mangia autonomamente, notevole riduzione della disartria (Foto 1 e 2). La paziente viene trattata con due cicli semestrali di 20 terapie. Attualmente mantiene i risultati raggiunti da nove anni.


CARTELLA CLINICA
30.8.1973
Ospedale di Saronno
Ente Ospedaliero Generale Provinciale Divisione Neurologia
Paziente di anni 35 di sesso femminile.
Diagnosi: Eredo-atassia spino-cerebellare tipo Friedreich (piú componente tipo Pierre Marie Tootl)
Dimissione: 6.10.1973 senza alcuna terapia specifica e con esito invariato.24.9.1979
Diagnosi: Eredo-atassia spino cerebellare tipo Morbo di Friedreich (piú componente Pierre Marie Tootl).Al momento di iniziare la terapia pranica la paziente non è in grado di reggersi in piedi. La paziente dichiara che non si regge in piedi da un anno. Disartria accentuata, tale da rendere difficile la comprensione delle parole. Non mangia da sola, non ha prensione nelle mani.Esito: Ottimo. La paziente è in grado di alzarsi e di stare in posizione eretta con appoggio. Notevole riduzione della disartria.
 

 

CASO N. 5


Paziente di 38 anni, di sesso maschile.
Nel 1976, il paziente è stato ricoverato nella Divisione Neurologica dell'Ospedale Provinciale di Bassano del Grappa, in quanto accusava disestesia all'arto sup. sx. Dopo le indagini cliniche e strumentali, veniva posta diagnosi di leucoencefalomielite, ma con probabilità di sclerosi multipla.In seguito al peggioramento delle condizioni del paziente, fu ricoverato, sempre presso lo stesso ospedale, dove veniva confermata la diagnosi di sclerosi multipla. Da allora, fino alla data di inizio della nostra terapia nel maggio 1987, le condizioni del paziente sono peggiorate tanto che non riesce a deambulare se non con l'aiuto di due stampelle e per pochi passi, non si alza da solo in posizione eretta, non riesce a salire le scale.Dopo il primo ciclo di pranoterapia, il paziente è migliorato tanto che riesce ad alzarsi dalla sedia e mantiene la stazione eretta senza appoggio, deambula con un bastone, sale le scale (Foto 1 e 2).
Pratica tuttora 10 sedute di pranoterapia trimestrali ed è ulteriormente migliorato.


6.9.1985
Regione del Veneto
Unità Locale Socio Sanitaria n. 5
Ospedale di Bassano del Grappa
Divisione Neurologica
Via delle Fosse 43 - tel. 24201 - 13061 Bassano Paziente di anni 35 di sesso maschile
Diagnosi di entrata: sclerosi multipla Diagnosi di uscita: sclerosi multipla


26.5.1986
Regione del Veneto
Unità Locale Socio Sanitaria n. 5
Ospedale di Bassano del Grappa
Divisione Neurologica Via delle Fosse 43 - tel 24201 - 13061 Bassano

Paziente di anni 36 di sesso maschile
Diagnosi di entrata: sclerosi multipla Diagnosi di uscita: sclerosi multipla


7.2.1987
Regione del Veneto
Unità Locale Socio Sanitaria n. 5
Ospedale di Bassano del Grappa
Divisione Neurologica Via delle Fosse 43 - tel. 24201 - 13061 Bassano

Paziente di anni 37 di sesso maschile
Diagnosi di entrata: sindrome ansiosa in sclerosi multipla Diagnosi di uscita: sindrome ansiosa depressiva in sclerosi  multipla


CASO N. 6

Paziente di 49 anni di sesso maschile; diagnosi di sofferenza neurogena periferica bilaterale, fatta presso l'Istituto Neurologico Casimiro Mondino di Pavia.Al momento di iniziare la pranoterapia nell'ottobre del 1986, il paziente, visitato dal Prof. Franco Loiacono dichiarava di non riuscire a salire le scale se non con l'aiuto di una persona, facile faticabilità muscolare, ridotta autonomia alla  deambulazione, fascicolazioni. Dopo il primo ciclo di pranoterapia il paziente dichiarava di «sentirsi piú forte». Infatti riusciva a salire le scale da solo e camminare a lungo senza stancarsi. Col prosieguo della terapia le condizioni del paziente migliorano al punto di consentirgli di poter riprendere normalmente l'attività lavorativa.

CARTELLA CLINICA
12.9.1986
Fondazione «C. Mondino»
Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
Decreto Interministeriale del 22.6.73
Clinica Neurologica - Università degli Studi
Pavia - Via Palestro 3 - tel. 0382/301281
Direttore Prof. Faustino Savoldi
Servizio di Neurofisiologia Clinica Paziente di anni 49 di sesso maschile.
Diagnosi presunta: sofferenza neurogena periferica bilateralmente
Conclusioni: Esame EMG - attività a riposo assente al Tibiale anteriore dx, presente, a tipo fibrillazione, nei restanti distretti muscolari esaminati. Potenziali di Unità Motoria di ampiezza nei limiti della norma, con lieve incremento delle durate, forma irregolare e polifasica. Reclutamento a tipo attività ridotta, in tutti i distretti muscolari esaminati. Velocità di conduzione sensitiva antidromica max Surale nei limiti della norma bilateralmente.
prof. A. ARRIGO

24.2.1987
Fondazione Istituto Neurologico Casimiro MondinoVia Palestro 3 - tel. 0382/30128127100 PaviaServizio di Neurofisiopatologia
Conclusioni:
EMG: sfumati segni di sofferenza neurogena periferica bilateralmente. ENG: velocità di conduzione motoria max SPE ancora nei limiti della norma, con lieve riduzione dell'ampiezza delle risposte M bilateralmente, e lieve allungamento della latenza distale a sn. Velocità di conduzione sensitiva antidromica max Surale nei limiti a dx ai limiti a sn.
N.C. I reperti depongono per un modesto screzio polinevritico.
prof. A. ARRIGO
 


CASO N. 7

Paziente di anni 35 di sesso maschile
Prima di iniziare la terapia pranica (marzo 1985) il prof. F. Loiacono, visitando il paziente, riscontrava quanto segue: astenia generalizzata, blefaroptosi e diplopia, specialmente durante lo sforzo, difficoltà ad alzarsi da terra e a salire le scale. Dati, peraltro, già riscontrati presso l'Ospedale di Bolzano.
Dopo il ciclo di terapia pranica il prof. F. Loiacono riscontrava: notevole diminuzione dell'astenia, quasi scomparsa della blefaroptosi e della diplopia, il paziente riesce ad alzarsi da terra e salire le scale senza difficoltà; notevole aumento della resistenza alla fatica. Successivamente il paziente ha continuato per sei mesi, 5 applicazioni praniche, migliorando ulteriormente. Attualmente il paziente non mostra segni clinici della miastenia, lavora normalmente e svolge una vita regolare (Foto 1 - 2 - 3 .). Finora non è comparsa recidiva

CARTELLA CLINICA
21.1.1985
Ospedale Generale Regionale di Bolzano Allgemeines Regionalkrankenhaus Bozen Reparto Neurologia
Paziente di anni 34 di sesso maschile
Diagnosi di entrata: Pat. muscolare di NDD
Diagnosi di uscita: Myastenia gravis (tipo II A. sec. Osserman). Elettromiografia: eseguita su m. abduttore del V dito e/trapezio di dx. Descrizione: Allo stimolo ripetitivo a 3 c/s sia distalmente che, soprattutto, prossimalmente, è evidente un significativo decremento dell'ampiezza e dell'area del IV potenziale rispetto al I sia a riposo che dopo tetanizzazione e soprattutto dopo 3 min. di ulteriore riposo. Un treno di impulsi a 50 HZ al n. ulnare distalmente non evidenzia significative modificazioni della risposta M al m. a abduttore del V dito. Conclusioni: I reperti sono compatibili con alterazioni della conduzione neuromuscolare (Myastenia gravis).

15.2.1985
Ospedale Generale Regionale di BolzanoAllgemeines Regionalkrankenhaus BozenDivisione NeurologicaPrim.: Prof. Dr. Bruno Currò Dossi
Al prof. Zucchi Divisione Chirurgica Ospedale S. Carlo - Milano
Al Medico curante del Paziente
Egregio Prof. Zucchi,
come da accordi telefonici, le invio il paziente di anni 34, ricoverato presso la nostra divisione dal

21.1.1985 al 1.2.1985
e dimesso con diagnosi: (Myastenia gravis) tipo II A sec. Osserman).
Nell'estate scorsa il paziente lamentava astenia generalizzata, in ottobre compariva ptosi in O.D. ed inoltre diplopia in
occasione di sforzo. Le manifestazioni si ripetevano nelle settimane seguenti, specie verso sera o comunque dopo un
affaticamento. Dopo controlli oculistici veniva inviato al nostro ambulatorio e quindi ricoverato.
Al momento del ricovero il paziente presentava diplopia intermittente, ptosi palpebrale bilat. piú evidente a destra, ed
astenia generalizzata con difficoltà a salire le scale. Il test della stimolazione ripetitiva a 3 c/s, sia prossimale
(muscolo trapezio) che distalmente (muscolo abduttore del 5° dito), era positivo per miastenia. II test al tensilon risultava
pure positivo. Durante la degenza veniva eseguito un TAC mediastinico che evidenziava, anteriormente all'arco aortico, la
presenza di una opacità triangolare a densità di parti molli e delle dimensioni di 1 cm circa. Tutti gli altri accertamenti
(Rx torace, ECG, prove di funzionalità epatica renale, esami ematochimici, parametri di funzionalità tiroidea, dosaggio
178
del complemento, anticorpi, antinucleo, antimitocondrio, antiDNA) risultano nella norma. Dosaggi anticorpi, antirecettore
acetilcolinico: in corso. Il paziente è attualmente in trattamento con Mestinon 1 cp x 3 con discreto beneficio.
Ringrazio per la pronta disponibilità e porgo distinti saluti.
dott. F. TEZZON
 


CASO N. 8


Paziente di anni 22 di sesso femminile.
Ricoverata presso l'Ospedale di Saronno, venne fatta diagnosi di miastenia oculare-miastenizzazione neuronica.Dopo il ricovero la sintomatologia si è sempre gradualmente accentuata. Prima di iniziare la pranoterapia (18.4.83) la paziente è stata visitata dal prof. F. Loiacono, il quale dichiarava quanto segue: dal mese di ottobre 1982 la paziente lamenta diplopia, blefaroptosi, cefalea, debolezza agli arti inferiori, con instabilità dal ginocchio in basso; pertanto
confermo la diagnosi. Il 29.7.1983, al controllo successivo, il prof. F. Loiacono faceva la seguente constatazione: «Già praticato ciclo di pranoterapia.«Presentemente la paziente si sente meglio. È scomparsa la diplopia, la forza degli arti inferiori è migliorata. Si consiglia di praticare dei successivi cicli di pranoterapia».Ai controlli successivi la paziente non accusò nessuno dei sintomi miastenici.Oggi la paziente si è sposata, lavora, pratica sport e vive una vita normale (Foto 1 - 2 -3 ).
Questo caso dimostra che, con la tempestività dell'intervento pranoterapico, oltre che arrivare alla guarigione, si è evitato l'instaurarsi dei danni intrinsechi della miastenia.

CARTELLA CLINICA
13.10.1982
USSL N. 9 - Ospedale di Saronno
Divisione neurologica
Paziente di anni 18 di sesso femminile
Diagnosi di accoglimento: Ptosi palpebrale sup. occhio dr. e diplopia
La paziente ci è stata trasferita dalla Divisione Oculistica dove era stata ricoverata il 13.10.1982 per accertamenti circa
una situazione oculare caratterizzata da ptosi in occhio destro e diplopia nello sguardo laterale a sinistra.
Fondamentalmente una prova al tensilon vistosamente positiva, una assoluta negatività EEG, radiografie del cranio, TAC
dell'encefalo e una grossa variabilità da disturbi visivi riferiti dalla paziente nell'arco delle 24 ore, ma netta
esauribilità dell'oculomozione estrinseca hanno permesso di porre diagnosi di Miastenia grave.

29.10.1982
Prova al tensilon: positiva
Diagnosi: Myastenia oculare.
15.10.1982
USSL N. 9 Presidio: Ospedale Saronno
Divisione di Neurologia
La paziente ci è stata trasferita dalla Divisione Oculistica dove era stata ricoverata il 13.10.82 per accertamenti circa una
situazione oculare caratterizzata da ptosi in occhio destro e diplopia nello sguardo laterale a sinistra.
Fondamentalmente una prova al tensilon vistosamente positiva, una assoluta negatività EEG, radiografie del cranio, TAC
dell'encefalo e una grossa variabilità da disturbi visivi riferiti dalla paziente nell'arco delle 24 ore, una netta
esauribilità dell'oculomozione estrinseca hanno permesso di porre diagnosi di Myastenis grave. 27.10.1982
Prova al tensilon: positiva
15.10.1982
USSL N. 9
Presidio: Ospedale Saronno
Divisione di Neurologia ESAME NEUROLOGICO
Paziente di anni 18 di sesso femminile
NERVI CRANICI: deficit 3 dx completo parziale con diplopia nello sguardo in avanti e verso l'alto
Villa Turro S.p.A.
Via Prinetti 29
20126 Milano
12.11.1982
Paziente di anni 18 di sesso femminile
L'interpretazione dell'indagine è ostacolata dalla presenza di artefatti da movimento.
Per quanto giudicabile, non si rileva la presenza di lesioni occupanti spazio mediastinico in particolare a carico del
mediastino superiore-anteriore. Regolari le strutture ilari.
Non segni di lesioni a focolaio in ambito polmonare.
dott. A. Di LELIO

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