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Relazione inviata all'Accademia delle Scienze di Stoccolma al Ministero della Sanita' al Ministero della Ricerca Scientifica e delle Universita' al C.N.R. Roma

Data pubblicazione Luglio 2000.

IL PRINCIPIO DI INCOSTANZA

 

Uno spunto per rivisitare i modelli della scienza


Nella fisica moderna i concetti di forza, di campo di forze e di interazione tra corpi o particelle, sono applicati in modo generale per trattare i vari tipi di fenomeni fisici conosciuti. Questi concetti, pur consentendo l'analisi e la previsione di processi naturali attraverso ipotesi di strutture non direttamente percepibili dai nostri sensi, ma osservabili mediante esperimenti, non risolvono il quesito
fondamentale, non ancora chiarito: come è possibile descrivere in modo universale attraverso un modello unico che interpreti tutte le conoscenze della chimica, della biologia e della fisica, i meccanismi
della realtà che ci circonda? Tutti i fisici moderni sono stati e sono prodighi di modelli  specializzati e di calcoli più o meno raffinati nel determinare l'intensità delle forze o delle azioni prese in esame, ma i loro metodi non individuano un unico processo fondamentale che stia alla base dell'interazione nella struttura elementare ed intima della materia.Utilizzando i concetti attuali, tale interazione è descritta in termini concentrati (particelle, atomi, molecole), distribuiti (per esempio l'elettrone può essere rappresentato come particella o come onda a seconda del fenomeno che si vuole analizzare) e probabilistici (una particella è descritta da una funzione di probabilità di occupare una posizione od un livello di energia). Ciò che ci si prefigge in questa nota non è l'esame dell'attuale interpretazione della struttura della materia, ne tantomeno l'intensità delle interazioni in funzione delle forze associate, ma bensì suggerire una ipotesi di partenza per spiegare le complesse fenomenologie che attivano o mantengono il comportamento statico e quello dinamico della materia.Nell'odierna fisica si accetta l'idea che alla base dei processi di interazione vi sia una capacità dell'atomo di assorbire e cedere
energia.Questo spiega una condizione di stato energetico, ma non dice cosa determina tale capacità, nè fornisce un modello unitario della fenomenologia in questione.La ricerca della teoria unitaria dei campi extra ed intranucleari è infatti il grande tema di ricerca della fisica. "In meccanica quantistica nessun sistema può avere energia nulla: anche alla energie più basse. Le fluttuazioni quantistiche danno luogo a una sorta di tremolio: l'energia associata a tali fluttuazioni è detta punto zero"*(1)
WILLIS LAMB, ha confermato con grande precisione la distribuzione discontinua dei livelli energetici degli atomi (in particolare con riferimento al primo stato eccitato dell'atomo di idrogeno) prevista
nell'elettrodinamica quantistica".*(2)
"J. RABI", ha condotto lo studio della frequenza alla quale una popolazione atomica viene trasferita in maniera coerente, da uno stato a un altro mediante un campo di radiazione: tale frequenza prende il
nome dallo scopritore (frequenza di Rabi). Questo studio svolge un ruolo essenziale per la conoscenza delle interazioni atomo-campo,rivelate dallo spettro della luce emessa in condizioni di
diseccitazione.*(3)
Le conoscenze sperimentali finora raggiunte, dimostrano come gli atomi,anche in condizioni di "energia zero", siano soggetti a piccolissime variazioni di energia.A nostro parere queste fluttuazioni di energia sono dovute ad una caratteristica fondamentale degli atomi stessi, che proponiamo di denominare "principio di incostanza".Ogni atomo per quanto possa essere "isolato" da scambi di energia,non
riesce a mantenere uno stato totalmente stabile(di qui l'incostanza) ed uno stato di equilibrio degli atomi richiede una uniformita' degli scostamenti energetici. In qualsiasi attività atomica che si prende in esame, la similarità della componenete di incostanza è ciò che incide sulla capacità di interazione.
Cerchiamo di chiarire in cosa consiste il "principio di incostanza".Un atomo per scambiare energia (e questo lo fa continuamente), secondo la nostra ipotesi, ha un comportamento non completamente simmetrico tra i processi di perdita e acquisto. Le fluttuazioni di energia, non permettono quindi di mantenere un livello stabile, se non in senso statistico, in quanto tra una fase dissipativa ed una aggregativa, vi è sempre uno stato potenzialmente incostante. Questa peculiarità dell'atomo permette di comunicare con altri atomi con cui si trova in una condizione simile a quella della risonanza, cioè in modo selettivo. Indipendentemente dallo stato di energia in cui l'atomo si trova,rapporto fisso rispetto a quella degli altri atomi prossimi in termini di potenziale di interazione, quindi la capacità di stabilire con essi delle condizioni di mantenimento o dissoluzione di legame e soggetta ad una sia pur piccola incertezza statistica.Qualunque transizione di stato della materia è quindi legata alla intensità del livello di incostanza degli atomi. Se questa ipotesi teorica risponde al vero, essa si presta ad una ridiscussione della fisica che spazia dalle ipotesi sull'origine dell'universo alla rappresentazione dei processi interatomici legati alla Chimica, alla Biologia e alla Medicina. Nel descrivere questi processi si parlerebbe della produzione di energia caotica (incessante danza di effimere particelle in continua creazione e annichilazione).Essa costituirebbe il motore dell'origine dell'universo attribuendo allo spazio vuoto la proprietà di generare continuamente materia e antimateria che, grazie al principio di incostanza, non mantengono un equilibrio attraverso il reciproco annullamento e possono evolvere in
un senso o nell'altro, con probabilità non nulla, per cui nel nostro universo la materia ha prevalso sull'antimateria, producendo in effetti una creazione dal nulla.L'idrogeno atomico sparso nell'universo, quando si è concentrato con sufficiente densità dall'attrazione gravitazionale diventa, da atomico,
molecolare e, sempre col processo già descritto, si produce deuterio e così via verso elementi più pesanti.L'universo non è quindi il risultato del Big Bang, a meno che per Big Bang si accetti come fenomeno successivo,dovuto alla progressiva aggregazione di materia che,per effetto gravitazionale ha generato l'esplosione di una stella.Ma anche nella genetica, ad esempio, si ha a che fare coi processi di incostanza atomica.Gli atomi che compongono le molecole del DNA, essendo incostanti nei livelli di energia anche in stato di legame considerato stabile in senso chimico, lo sono in quanto permane una condizione paragonabile ad una risonanza alla stessa frequenza o alle sue armoniche.Questo modello è estendibile ai meccanismi che controllano i processi biochimici delle molecole del DNA, quelle cellulari e, salendo di livello, gli organi, gli apparati ed i sistemi dei processi vitali.Dobbiamo presupporre inoltre che i processi descritti sovraintendano al controllo formativo e di scissione delle biomolecole, influendo non solo sui legami chimici, ma anche sulla velocità dei loro mutamenti e,in definitiva, all'insorgenza delle patologie. In ultima analisi si vuole evidenziare quanto segue:
- Anche quando l'atomo si trovasse al cosidetto punto zero,permarrebbe
una fluttuazione di energia determinata dal principio d'incostanza.
- Gli scambi di energia sono governati dallo stesso meccanismo.
- L'effetto di qualunque campo è sempre legato all'incostanza atomica,che aumenta con la intensità delle forze applicate.L'universo quindi e' un continuo divenire.
- Le interazioni atomiche e quindi le condizioni di equilibrio o alterazione dei legami chimici dipendono dal rapporto tra le frequenze dell'incostanza in analogia con i fenomeni di risonanza riscontrabili
in tanti sistemi fisici. L'incostanza atomica produce energia caotica e di conseguenza e alla
base della creazione spontanea di materia.
- Gli effetti di questa ipotesi possono essere propagati anche alle aggregazioni atomiche via via crescenti in complessità, come ad esempio il DNA, per cui l'incostanza atomica e le sue frequenze caratteristiche potrebbero essere un nuovo strumento per interpretare i processi biochimici in modo più efficace, rispetto alle tecniche attualmente adoperate.

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
*1 *2 *3 DAVIES Paul, "LA NUOVA FISICA", BOLLATI e BORINGHIERI, 1992.
GROS Frangois, "I SEGRETI DEL GENE", EDIZIONI SCIENTIFICHE E TECNICHE
MONDADORI, 1988
KERVRAN C. Louis, "PROVE IN BIOLOGIA DELLE TRASMUTAZIONI A DEBOLE
ENERGIE", ANTONIO GIANNONE EDITORE PALERMO, 1975. LE SCIENZE, Numero
373, Settembre 1999.
MAIANI Luciano "CAMPI, FORZE e PARTICELLE", LE SCIENZE S.p.A. EDITORE,
ottobre 1991.
MAIANI Luciano "LE PARTICELLE FONDAMENTALI" LE SCIENZE
S.p.A.EDITORE 1981.

 

CONSIDERAZIONI SUL PRINCIPIO DI INCOSTANZA E SULLE POSSIBILI APPLICAZIONI
 

INTRODUZIONE:

Il Principio di Incostanza (PI), consiste nel considerare l'equilibrio dell'atomo come risultato di permanenti scambi di energia con quelli circostanti, attraverso un continuo processo di interazione, con fluttuazioni della energia scambiata e quindi di quella propria dell'atomo stesso, caratterizzabili in modo statistico.Questa ipotesi ripropone le teorie sulla stabilità degli atomi, in quanto effettua una significativa distinzione tra il caso dell'atomo isolato e quello in cui esistono in prossimità, intesa come probabilità di interazione, altri atomi analoghi o diversi.della sua struttura, ma assume in relazione agli atomi circostanti lo stato più probabile risultante dall'effetto combinato dei potenziali energetici e delle rispettive statistiche di fluttuazione, le cui distribuzioni (ampiezza e frequenza dei possibili valori) favoriscono o indeboliscono l'interazione determinata dai soli potenziali. Il fenomeno è analogo a quello della risonanza nei sistemi elettrici o di altra natura, in cui determinati stimoli hanno maggiore o minore effetti in relazione alla coincidenza della loro frequenza con una caratteristica delle strutture alle quali vengono applicati.Questo modello che si intende proporre come complementare e non alternativo a quelli de-lla fisica tradizionale, potrebbe essere efficacemente applicato alle complesse strutture molecolari e ai processi della biologia, per interpretare fenomeni come la pranoterapia ed altre tecniche della medicina classica, di cui si riscontrano i risultati, senza poterli ricondurre ai concetti di causa-meccanismo-effetto delle teorie classiche. Nel grande tema della fisica che è la teoria della unificazione delle interazioni nucleari forti e deboli, della gravitazione e dell'elettromagnetismo, il P.I. ne amplia la visione e la arricchisce di possibilità e metodi di indagine.

LE INTERAZIONI NUCLEARI:

Immaginare l'atomo composto da "mattoni" è il risultato di una sperimentazione di molti decenni, che riflette una conoscenza cumulata ma non esaustiva, che il principio di incostanza cerca di completare o perlomeno di estendere.L'interpretazione delle collisioni tra particelle ad alte energie, porta a convalidare l'esistenza dei "mattoni" costituenti correlandola in senso ordinato alla morfologia strutturale delle particelle collise.Questa metodica sperimentale analizza comportamenti del bersaglio che dipendono dalla natura della particella proiettile, dalla sua velocità e dall'angolazione di impatto, registrando oltre alla conclusione finale, la formazione di prodotti della collisione. Nel caso di strutture complesse questo tipo di sperimentazione equivale al paradosso dello schiacciamento di un uovo. Se dall'analisi dei suoi resti si pretende di comprendere come nasce il pulcino, come diventa gallina, quante piume avrà e possibilmente di che colore saranno, non si dispone certamente di informazioni sufficienti.

LE INTERAZIONI IN BIOCHIMICA E GENETICA:

Il nuovo approccio derivante dal principio di incostanza, apre nuovi scenari sull'origine della vita, sul suo mantenersi in essere e sulle possibili evoluzioni.Gli atomi che compongono gli acidi nucleici, essendo incostanti nel loro livello energetico, possono essere attori di processi di interazione variabile, anche in strutture considerate chimicamente stabili.Dai processi di interazione degli stessi atomi si stabiliscono vere e proprie frequenze di controllo dei processi biochimici. Se viene modificato il suo potenziale energetico, un introne (sequenza di circa cinquanta nucleotidi avente funzione di gene completo), specializzato nel controllo della nascita di una cellula specifica, potrebbe non essere in grado di controllare la velocità di reazione dei processi biochimici specifici e conseguentemente ne potrebbe derivare una insorgenza patologica. Il conoscere controllare le frequenze caratteristiche degli atomi, permetterà di influire in modo decisivo sui processi vitali, sia a livello cellulare, sia nel complesso di apparati, organi o sistemi corporei.Che questo tipo di effetto sia possibile è provato dai risultati della pranoterapia.L'azione pranica si svolge a distanza, con analogia alla applicazione di un campo della fisica classica, la cui natura e il contenuto energetico non sono stati finora rilevati. E' indubbio peraltro che l'emanazione pranica stimola una accelerazione di processi biochimici specifici di crescita o di altra natura, in senso favorevole al recupero di deficienze patologiche.In altri termini, si manifesta una azione che riconduce il processo biochimico al corretto funzionamento: è pertanto evidente l'interesse di esplorare in modo approfondito un meccanismo comprovato ma non interpretato scientificamente. Questa indagine deve ovviamente estendersi alla coltivazione di organi per i trapianti o, ancor meglio alla rigenerazione di organi compromessi: ad esempio facendo riprodurre le cellule parenchimali di un nefropatico i cui reni stanno per atrofizzarsi, sarà possibile risanare il rene stesso senza bisogno di trapianto.Nelle malattie oncologiche, sappiamo che l'insorgenza del cancro è legata a processi biofisici devianti che nella nuova teoria qui esposta, potrebbero corrispondere ad una alterazione delle frequenze proprie del DNA cellulare ed all'instaurarsi di una comunicazione errata, che potrebbe essere anche alla base della formazione di metastasi, invece dell'ipotesi della migrazione di cellule cancerogene.Nelle malattie del sistema immunitario, controlliamo molte manifestazioni patologiche. Ma restano oscure le cause della loro insorgenza, pertanto la conoscenza specifica dei meccanismi di controllo, con tutte le probabili varianti, è di vitale importanza.Per quanto riguarda le malattie genetiche, fin ad ora dai punto di vista della medicina tradizionale ci siamo quasi sempre trovati letteralmente impotenti.Malattie come la distrofia muscolare, l'eredo-atassia cerebellare, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson, la spondilite anchilosante, la miastenia grave, l'artrite reumatoide e perfino la Corea di Huntington e con tutta probabilità quel numero di patologie genetiche, che finora aveva come sbocco l'interruzione della gravidanza, potranno essere debellate attraverso il controllo dei meccanismi di interazione della biofisica, una volta che le conoscenze dei fenomeni relativi siano stati ristudiati e individuati.Bisogna tenere presente che la Medicina basa tutto il proprio sapere, sul fatto che una patologia insorge come conseguenza .Alla luce del principio di incostanza, una patologia insorge come conseguenza di una modifica di scambi energetici. La presenza o assenza di un dato fattore è consequenziale.Questo vale anche in agricoltura. Senza modificare la tipologia c ,dei geni, sara possibile dare ad qualunque vegetale caratteristiche di crescita e di comportamento produttivo differenti. Per esempio un pioppo invece di impiegare dieci anni per la crescita, potrà maturare più rapidamente.

PROGRAMMA DI AZIONE:

La prima esigenza per procedere ad una sperimentazione è lo sviluppo di tecniche ed apparecchi di misura, in particolare per la emissione pranica.Questa pratica offre infatti la possibilità di studiare mediante esperimenti controllati le specificità biochimiche di base della riproduzione cellulare in vitro e su organismi di laboratorio, animali e vegetali.L'obiettivo principale degli esperimenti è la verifica del modello del principio di incostanza, volta a determinare una analisi. qualitativa e quantitativa del trasferimento energetico tra terapista e oggetto/processo sperimentato ed a sviluppare la riproduzione artificiale della emanazione pranica mediante un generatore fisico.

BIBLIOGRAFIA:

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LE SCIENZE - Numero 373 - Settembre 1999.L. MAIANI - "Campi, Forze e Particelle" - LE SCIENZE S.p.A. Editore, ottobre 1991.L. MAIANI - "Le particelle fondamentali" - LE SCIENZE S.p.A. Editore 1981.
A.C. NJTON - LE SCIENZE numero 164 Aprile 1982.C. PETIT - G. PREVOST - "Genetica e Evoluzione" Edizioni Scientifiche e tecniche Mondadori, 1971.F. A. POPP - "Nuovi Orizzonti in Medicina - La Teoria dei Biofotoni" - IPSA editore 1985 Palermo.M. RIPPA - " LA CHIMICA" - Italo Bovolenta editore 1980.
E. SEGRE' - Nuclei e Particelle - 2° edizione - Zanichelli 1982. C. U. M. SMITH - "Biologia Molecolare" Edizioni Scientifiche e Tecniche Mondadori 1971.J.B. STANBURY - J.B. WYNGAARDEN - D.S. FREDRICKSON - "Le basi metaboliche delle malattie ereditarie" Volume 1° - PICCIN 1985.
S. WEINBERG - "La scoperta delle particelle subatomiche" - Zanichelli editore, 1986.

 

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